Cina, aereo contro il grattacielo più alto di Pechino: il silenzio delle autorità alimenta i dubbi
A quasi una settimana dallo schianto restano ignote le cause. Rimossi dai social video e immagini dell'incidente. La censura sullo schianto alimenta interrogativi sulla sicurezza dello spazio aereo di Pechino.
Il 26 giugno un piccolo aereo da turismo si è schiantato contro la CITIC Tower, il grattacielo più alto di Pechino. Il pilota, unico occupante del velivolo, è morto nell'impatto, mentre altre 13 persone sono rimaste ferite. A quasi una settimana dall'incidente, le autorità continuano a non fornire spiegazioni sulle cause dello schianto: un silenzio che sta avendo ripercussioni sul settore dei voli a bassa quota e ha riacceso il dibattito sulle misure di sicurezza nella capitale cinese, dove lo spazio aereo è sottoposto ad alcuni dei controlli più rigidi al mondo.
Secondo le ricostruzioni, il velivolo era un monomotore biposto impiegato per attività ricreative e di aviazione generale. Prima di schiantarsi contro la torre CITIC, alta oltre 500 metri, ha raggiunto un'area adiacente alla zona di interdizione permanente al volo che protegge il cuore politico della capitale, comprendendo il complesso governativo di Zhongnanhai e piazza Tiananmen.
Reuters riferisce inoltre che l'aereo ha attraversato uno spazio aereo utilizzato dai voli di linea in arrivo e in partenza dall'aeroporto internazionale di Pechino, costringendo almeno un Airbus A330 di Hainan Airlines a interrompere la discesa e a riprendere quota prima di atterrare in sicurezza.
Le autorità cinesi continuano però a fornire pochissime informazioni. L'unico comunicato ufficiale diffuso finora contiene una breve descrizione dell'accaduto e conferma l'apertura di un'indagine, senza indicare il nome del pilota né quello dell'edificio coinvolto.
Reuters sottolinea che i principali media nazionali, compresa l'agenzia Xinhua e la televisione di Stato CCTV, non hanno dato rilievo alla notizia. La BBC osserva che, oltre ai filmati dello schianto, sono scomparsi dai social cinesi anche contenuti e fotografie della CITIC Tower non collegati direttamente all'incidente. Alcuni testimoni hanno inoltre riferito a Reuters che la polizia ha chiesto di cancellare immagini e video ripresi subito dopo lo schianto.
Le conseguenze si sono fatte sentire anche sull'aviazione generale, il settore dei piccoli velivoli utilizzati per turismo, addestramento e altre attività non di linea. È uno dei comparti su cui Pechino punta per sviluppare la cosiddetta low-altitude economy, cioè l'insieme delle attività economiche legate ai voli a bassa quota, dai servizi con piccoli aerei al turismo aereo, dall'addestramento ai servizi svolti con i droni.
Diverse società hanno sospeso i voli turistici e le attività con velivoli leggeri. Reuters riferisce che almeno un operatore di Pechino e uno di Qingdao hanno interrotto i servizi in attesa di indicazioni ufficiali dell'Autorità per l'aviazione civile cinese (CAAC), mentre altre aziende continuano a operare regolarmente. Secondo le stime della stessa CAAC, il settore potrebbe raggiungere un valore di 3.500 miliardi di yuan entro il 2035.
Lo schianto ha infine riacceso il dibattito sulla sicurezza dello spazio aereo della capitale cinese. Gli esperti interpellati da Reuters ritengono che l'episodio abbia evidenziato possibili vulnerabilità nei sistemi di controllo, indipendentemente dalle cause dell'incidente, ancora sconosciute.
La BBC ha raccolto valutazioni analoghe di analisti della sicurezza. Raymond Kuo, vicepresidente per la ricerca del Chicago Council of Global Affairs, osserva che il fatto che un piccolo aereo, più grande della maggior parte dei droni, sia riuscito a sorvolare buona parte della città e ad avvicinarsi al centro politico di Pechino rappresenta «un grave problema di sicurezza e un notevole motivo d'imbarazzo» per il sistema di sorveglianza della capitale.















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