"La situazione è grave, molte zone sono state colpite gravemente". Con queste parole la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha parlato alla nazione a tre ore dal devastante doppio sisma che ha messo in ginocchio il Paese. Rodríguez ha confermato l'entità dello sciame sismico in corso, parlando di due scosse principali (di magnitudo 7.2 e 7.5 secondo i dati locali) seguite da almeno 20 repliche.
Scuole chiuse e mobilitazione sanitaria
Il capo dello Stato ha lanciato un forte appello alla popolazione, chiedendo compattezza per affrontare le prime ore della crisi: "Il primo messaggio ora è mantenere l'unione e la calma per salvare vite: tutte le organizzazioni si sono messe al lavoro".
Di fronte alla gravità dei danni e alla paura di nuove scosse di assestamento, la presidente ha annunciato lo stop alle attività didattiche: "Non ci sarà scuola nei prossimi giorni. Abbiamo attivato immediatamente tutte le operazioni di salute pubblica". Rodríguez ha espresso il proprio cordoglio per le vittime che si iniziano a registrare sul territorio, aggiungendo: "Siamo vicini a chi ha perso i propri cari".
La Presidente ha anche affermato che l'aeroporto internazionale di Maiqueti'a che si trova vicino a Caracas, è stato chiuso a causa dei "gravi danni" causati dal terremoto.

Scatta lo stato di emergenza: aiuti da ONU e USA
Il governo ha formalmente dichiarato lo stato di emergenza nazionale per velocizzare i soccorsi e lo stanziamento dei fondi straordinari nelle aree più colpite dal terremoto, a partire dallo stato di Yaracuy e dalla periferia di Caracas.
Infine, la presidente ha voluto ringraziare la macchina della solidarietà internazionale che si è attivata subito dopo il disastro, nonostante i complessi equilibri diplomatici della regione: "Ringrazio i governi che si sono offerti per dare un aiuto immediato: Stati Uniti, Cuba, Gran Bretagna, Brasile, Messico e le Nazioni Unite".
















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